La notte della luna

21 07 2009

Armstrong

Il 20 luglio di 40 anni fa, la navicella spaziale americana Apollo 11 depositò il primo uomo sulla Luna. Tutto sotto gli occhi sbigottiti di 600 milioni di persone che seguivano l’evento in diretta TV.

In Italia erano le 4 del mattino del 21 luglio e molti bambini avevano avuto il permesso di restare alzati: ma per tutti quelli che non c’erano (come me o come Ema, che in un post di oggi ne ha ricordato alcuni aspetti tecnici), ricostruirò la storia di quella fatidica notte!

L’equipaggio dell’Apollo 11 era formato da Neil Amstrong, comandante e primo uomo a camminare sulla Luna, Michael Collins, pilota del modulo del comando Columbia e Buzz Aldrin, pilota del modulo lunare Eagle. Il 16 luglio 1969 il razzo vettore Saturno V si stacca dalla rampa di lancio del centro spaziale John F. Kennedy in Florida (USA), con la navetta Apollo 11. Per coprire i 348.000 Km che la separano dalla Luna, la navicella spaziale deve compiere un’orbita complessa e ci impiega circa 3 giorni. Alla spedizione dell’Apollo 11 seguirono altre 5 missioni umane, sempre statunitensi, che portarono sulla Luna un totale di 12 astronauti: l’ultimo di ha messo piede il 14 dicembre 1972.

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b.good

19 07 2008

Ieri ho aperto l’inserto del Corriere della Sera, il Mondo, e all’interno ho trovato un articolo riguardo a questa nuova e giovane catena di ristorazione, b.good, totalmente made in USA, che ha puntato tutto sulla genuinità, mantenendo comunque un livello gestionale da fast-food con formula low-coast, cassando però l’estrogenato junk-food (organic meal).

La loro scelta è: carne magra macinata a mano, patate tagliate a mano arrostite al forno e non fritte.

Uno dei locali sorge nel cuore di Boston. Se lo avessi letto una settima fa, lo avrei consigliato ad Ema e Giulia, ma essendo arrivato in ritardo, lo consiglio a Chiara e Andrea, che poi ci faranno sapere.

Potete scaricare l’articolo in pdf da qui.

[Articolo scansito da IL MONDO]





Dagli USA con le Crocs ai piedi

7 07 2008

Già l’anno scorso, in un post di Carolina avevamo parlato delle “elegantissime” ciabatte da ospedale, che la gente adora tanto sfoggiare anche in spiaggia: le benedette Crocs.

Qui in Italia, sono tutti pazzi, poichè le vendono a dei prezzi allucinanti, manco fossero d’oro. Comode son comode, soprattutto se devi ciabattare tutto il giorno tra il reparto, l’ambulatorio, il pronto soccorso e la rianimazione. Ma ad un prezzo proibitivo.

Ma a Baltimora, ho trovato un negozio, dove con 25 dollari ne compravi 2 paia originali, quindi non ho potuto fare a meno che comprarne un paio per me ed uno per Gloria. Indovinate quali sono le mie???

Con qualche cents in più ho comprato anche degli accessorini carini da mettere su quelle della Glo. Considerando che il cambio è molto favorevole, direi che 7 euro per un paio di ciabatte da lavoro, sono un prezzo più che onesto. Ricordiamoci che sono comunque un pezzo di gomma!





Lo Shopping

23 06 2008

Il vero shopping a Baltimora lo puoi fare a Best Buy solo da Filene. Filene’s Basement è una catena di dress shop, dove puoi trovare le migliori marche made in USA a prezzi veramente stracciati. Ralph Lauren, CK, Tommy, DKNY, ecc.

Non vi dico quante cose ho comprato, vi dico solo che sono partito con il bagaglio che pesava 20.8 Kg, al ritorno la mia valigia pesava 40.2 Kg.

La mia nuova campagna promozionale per Best Buy, recita così: “Best Buy. Best Prize!”

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Siamo ragazzi dell’oratorio

22 06 2008

Devo confessarvi una cosa: a Baltimora, quando cerchi una chiesa, nessuno sa niente, ma appena imbocchi la strada giusta, Cathedral Street, ce ne sono circa 6 o 7 nel raggio di 500 metri. Ognuna ovviamente di religione diversa. Ho scoperto che esistono religioni, che inneggiano al matrimonio civile. Parecchio strano!!!!

è domenica, e ovviamente, io e la G andiamo a messa. Ma non facciamo in tempo ad entrare nella kitschissima basilica, e prendere posto, che da dietro arriva il sacrista e ci chiede se abbiamo voglia di portare noi i doni all’offertorio.

Ci hanno guardato in faccia. Anche se siamo cresciuti ed andiamo ai medical congress d’oltreoceano, siamo comunque i ragazzi dell’oratorio.

Ecco il sito della Basilica di Baltimora.

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Cena di Gala

21 06 2008

Sabato sera, ore 19.00 all’Hyatt Hotel, ha inzio la cena di gala del congresso. Il dress code impone giacca e cravatta per i maschietti, eleganza incondizionata per le femminucce.

Entrando nella sala del ricevimento, si apre davanti a noi una distesa di tavole rotonde apparecchiate di tutto punto. Cerchiamo dove poterci sedere e optiamo per un tavolo tranquillo. RIcercatori anziani accompagnati dalle loro signore. Io mi siedo al fianco di Anne, una simpatica signora. Iniziamo, insieme anche a Giulia, a parlare del più e del meno. I luoghi visitati negli USA, lei ovviamente, essendo americana ne ha visti più di me, e quelli visitati in Italia. Ne ha comunque visti sempre più di me!

L’eloquio continua spaziando dal clima alle colline del Chianti, ai vini e al pesce italiani. Dalla Toscana, all’Umbria. Qualcuno cerca di portare il discorso sul campo della ricerca, ma smorziamo subito i toni. Alla cena di gala, si mangia e si parla d’altro. Per il lavoro c’è tempo!

In perfetto stile americano, alle 21.30, dopo i discorsi, delle celebrità, la cena è finita. Ma non adiamo in pace. Ci cambiamo, ci mettiamo comodi e via a fare una bella passeggiata per Baltimora. L’inner harbour è lì che ci aspetta, come tutte le sere.

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my panini

20 06 2008

Se volete mangiare un panino svonzo a Baltimora, consiglio il locale my panini. Direttamente in Inner Harbour, sulla Waterfront Promenade. Il responsabile del locale è accogliente e simpatico. La terrazza sulla baia è molto carina e il conto no è per nulla salato. In 2 abbiamo speso circa 20 dollari (VAT inclusa, TIP esclusa). Io e Giulia come al solito abbiamo provato a far finta di niente sulla tip (mancia) ma negli USA è di rigore dal 15% al 20% del conto.

Giulia, che è una ragazza tranquilla, è andata su un classico: Caprese Italiano. Io, che di mio sono un porco, ho optato per qualcosa con più carattere, e già il nome del panino la dice lunga: Chicken with Attitude. L’attitude l’ho sentita dal primo morso. Una specie di bruciore pilorico ha pervaso il mio retrosterno. Non tanto piccante all’abboccato quanto nella fase successiva.

Ingredienti: Pollo a fette marinato alla griglia con mozzarella di bufala, provolone piccante con pomodori grigliati e maionese al cilantro.

Abbiamo scoperto una cosa, però, che nonostante tutte le porcherie dei panini, negli USA si riesce a digerire tutto. O quasi.

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Il National Aquarium of Baltimore

19 06 2008

h 9.00 – Finalmente apre l’Info Point. Le domande sono tantissime, e gli operatori sono gentilissimi, simpatici e disponibili. Un allegro nonno baltimorense, ci accoglie e risponde con precisione ad ogni nostra domanda. Gli esponiamo quello che vorremmo visitare e lui ci specifica orari e prezzi dei musei. Prima tappa il National Aquarium of Baltimore.

Chi viene qui a Baltimora, non può perdere di certo il palazzo di vetro che contiene l’acquario nazionale. è un’attrazione fantastica ed è un centro ricerche della Columbus University, biotecnologie marine. Per 28 dollari a testa, optiamo per una Total Experience (Tour dell’acquario, 4D Cinema, Spettacolo dei delfini). 3 ore nel mondo sommerso. L’acquario è un immenso cilindro, dove nel cuore si erige lo scheletro completo di una balena. Intorno ci sono le vasche contenenti diverse specie marine oceaniche e tropicali che si estendono in altezza per ben 5 piani.

L’attrazione più simpatica è lo spettacolo dei delfini, mentre quella più emozionante è il cinema 4D. Un’immersione reale al fianco di balene, delfini, sfiorando coralli e in un branco di tonni. Il tutto contornato da effetti speciali, quali spruzzi e getti d’acqua, sedili vibranti, soffi d’aria. Una sola parola per definirlo: spettacolare!

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Hyatt Hotel – Arrivo

18 06 2008

L’arrivo all’Hyatt Hotel è trionfale. Noi ci trattiamo di lusso: Hyatt Regency Baltimore. Arriviamo a bordo di una Lincoln nera con vetri oscurati. Davanti all’ingresso lo shuffer ci apre la portiera e scendiamo. Pronti per il check in nella hall. Nel giro di 5 minuti, veniamo registrati, non sono più fortunatamente abusivo, ed entriamo nella nostra mega camera (quasi un appartamento) di ultra lusso.

Lasciamo i bagagli e ci diamo appuntamento con Francesco nella hall per andare a mangiare un boccone. Arriviamo nell’Inner Harbour Centre, sul porto di Baltimora, dove optiamo per un classico americano, hamburger gigante, accompagnato da patatine e salse varie.

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Streptococcus Philadelphia

18 06 2008

Alle ore 12.38 ora locale arriviamo a Philadelphia. Riusciamo a svangare l’ufficio immigrazione tentando di spiegare, e un po’ prendendo per il culo la poliziotta, cosa ci facevamo con quegli strani tubi a tracolla. Per intenderci quelli che usavamo alle medie per portare le tavole da disegno a scuola.

Sbrigato la trafila e cazzeggiato, davanti al gate d’imbarco fino alle 15.20, finalmente riusciamo a salire sul nostro piccolo aereo. Pronti per partire per Baltimora. E mentre discutiamo la strategia della serata (prima doccia? o prima cena?), il comandante ci avvisa che l’aereo ha un guasto e ci tocca riscendere a terra e attendere fino a nuovo imbarco.

Durante l’attesa iniziamo a camminare per il terminal F, quando ci imbattiamo un una pubblicità fichissima, di un detergente per superifici. E non può che colpire la nostra attenzione, visto che il gruppo è composto, oltre a me, da una biotecnologa e da un microbiologo virologo. All’areoporto BWI di Baltimora ce n’è uno identico ma con la Salmonella.

Alle 16.40, finalmente riusciamo a salire nuovamente sull’aereo, per lasciare Philadelphia. Atterriamo senza problemi a Baltimora alle 18.00. Dopo aver attraversato l’intero aeroporto, finalmente riusciamo a ritirare le nostre valigie e, con fare da vero italiano (napoletano) inizio una contrattazione con il tassista per il prezzo del viaggio dall’aeroporto all’Hyatt Hotel. Si parte da 45 dollari, ci accompagna per 30 e senza mancia.

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