
h 6.05 – Il fuso orario si fa sentire ed è difficile continuare a dormire. Io e Giulia ci crogioliamo un pò, ci raccontiamo il più e il meno, quando decidiamo alle 6.30 di alzarci e prepararci per uscire alla scoperta di Baltimora.
h 7.20 – Siamo fuori dall’Hyatt Hotel in cerca di uno Starbucks per poter prendere un frappuccino con 1 muffin. Camminiamo lungo tutta la waterfront promenade, costeggiano il porto. Passiamo il word trade center, l’acquario, un paio di ponticelli, fino ad arrivare all’interno di Little Italy. In questo quaritere le vie hanno 2 nomi. Uno italiano e uno americano. In mezzo al kitch “all’italiana”, troviamo un fichissimo Starbucks proprio affianco all’Hilton di Fins Point, caratteristico quartiere commerciale di Baltimora. Io prendo un classico espresso, mentre la G, un caffè e latte, accompagnati da una classic cake banana & chocolate. Facciamo un giro per il quartiere italo-americano alla ricerca di una chiesa per la messa di domenica.
Quello che vorrei capire è perchè all’estero, i ristoranti italiani, hanno sempre nomi idioti, o da mafiosi, e sono tutti apparecchiati come la locanda di Alfredo in Lilly e il Vagabondo. Che da noi un locale così verrebbe fatto chiudere dall’ASL dopo 5 minuti dall’inaugurazione.
[Photo Power By Nikon & Edit with Eee Pc - Foto tratta dal Set: Baltimora]
















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