Hyatt Hotel – La camera

19 06 2008

L’Hyatt Hotel (leggesi Aiatt Otel) di Baltimora, è forse il più grande hotel della cittadina del Maryland. Ha una torre centrale con 4 ascensori fichissimi, che quando scendi da un piano all’altro, vanno talmente forti che si prova il senso di vuoto, oltre ad avere all’interno una TV, ed essere fatti totalmente i vetro. Dalla torre centrale si dipanano 2 ali giganti e sopra alla Lobby, spicca una piramide totalmente in vetro che permette la massima luminosità alla struttura.

L’Hyatt al suo interno, oltre ad una miriade di sale congressi e ricevimento, di diversa capienza, ospita 2 ristoranti, uno Starbuscks, una palestra, una piscina, e tanto altro.

In un hotel così vi lascio immaginare come possono essere le stanze. Anzi no. Ve le faccio vedere.

[Photo Power By Nikon & Edit with Eee Pc - Foto tratta dal Set: Baltimora]





Hyatt Hotel – Arrivo

18 06 2008

L’arrivo all’Hyatt Hotel è trionfale. Noi ci trattiamo di lusso: Hyatt Regency Baltimore. Arriviamo a bordo di una Lincoln nera con vetri oscurati. Davanti all’ingresso lo shuffer ci apre la portiera e scendiamo. Pronti per il check in nella hall. Nel giro di 5 minuti, veniamo registrati, non sono più fortunatamente abusivo, ed entriamo nella nostra mega camera (quasi un appartamento) di ultra lusso.

Lasciamo i bagagli e ci diamo appuntamento con Francesco nella hall per andare a mangiare un boccone. Arriviamo nell’Inner Harbour Centre, sul porto di Baltimora, dove optiamo per un classico americano, hamburger gigante, accompagnato da patatine e salse varie.

[Photo Power By Nikon & Edit with Eee Pc]





Streptococcus Philadelphia

18 06 2008

Alle ore 12.38 ora locale arriviamo a Philadelphia. Riusciamo a svangare l’ufficio immigrazione tentando di spiegare, e un po’ prendendo per il culo la poliziotta, cosa ci facevamo con quegli strani tubi a tracolla. Per intenderci quelli che usavamo alle medie per portare le tavole da disegno a scuola.

Sbrigato la trafila e cazzeggiato, davanti al gate d’imbarco fino alle 15.20, finalmente riusciamo a salire sul nostro piccolo aereo. Pronti per partire per Baltimora. E mentre discutiamo la strategia della serata (prima doccia? o prima cena?), il comandante ci avvisa che l’aereo ha un guasto e ci tocca riscendere a terra e attendere fino a nuovo imbarco.

Durante l’attesa iniziamo a camminare per il terminal F, quando ci imbattiamo un una pubblicità fichissima, di un detergente per superifici. E non può che colpire la nostra attenzione, visto che il gruppo è composto, oltre a me, da una biotecnologa e da un microbiologo virologo. All’areoporto BWI di Baltimora ce n’è uno identico ma con la Salmonella.

Alle 16.40, finalmente riusciamo a salire nuovamente sull’aereo, per lasciare Philadelphia. Atterriamo senza problemi a Baltimora alle 18.00. Dopo aver attraversato l’intero aeroporto, finalmente riusciamo a ritirare le nostre valigie e, con fare da vero italiano (napoletano) inizio una contrattazione con il tassista per il prezzo del viaggio dall’aeroporto all’Hyatt Hotel. Si parte da 45 dollari, ci accompagna per 30 e senza mancia.

[Photo Power By Nikon & Edit with Eee Pc - Foto tratta dal Set: Philadelphia]