Siamo ragazzi dell’oratorio

22 06 2008

Devo confessarvi una cosa: a Baltimora, quando cerchi una chiesa, nessuno sa niente, ma appena imbocchi la strada giusta, Cathedral Street, ce ne sono circa 6 o 7 nel raggio di 500 metri. Ognuna ovviamente di religione diversa. Ho scoperto che esistono religioni, che inneggiano al matrimonio civile. Parecchio strano!!!!

è domenica, e ovviamente, io e la G andiamo a messa. Ma non facciamo in tempo ad entrare nella kitschissima basilica, e prendere posto, che da dietro arriva il sacrista e ci chiede se abbiamo voglia di portare noi i doni all’offertorio.

Ci hanno guardato in faccia. Anche se siamo cresciuti ed andiamo ai medical congress d’oltreoceano, siamo comunque i ragazzi dell’oratorio.

Ecco il sito della Basilica di Baltimora.

[Photo Power By Nikon & Edit with Eee Pc - Foto tratta dal Set: Baltimora]





Cena di Gala

21 06 2008

Sabato sera, ore 19.00 all’Hyatt Hotel, ha inzio la cena di gala del congresso. Il dress code impone giacca e cravatta per i maschietti, eleganza incondizionata per le femminucce.

Entrando nella sala del ricevimento, si apre davanti a noi una distesa di tavole rotonde apparecchiate di tutto punto. Cerchiamo dove poterci sedere e optiamo per un tavolo tranquillo. RIcercatori anziani accompagnati dalle loro signore. Io mi siedo al fianco di Anne, una simpatica signora. Iniziamo, insieme anche a Giulia, a parlare del più e del meno. I luoghi visitati negli USA, lei ovviamente, essendo americana ne ha visti più di me, e quelli visitati in Italia. Ne ha comunque visti sempre più di me!

L’eloquio continua spaziando dal clima alle colline del Chianti, ai vini e al pesce italiani. Dalla Toscana, all’Umbria. Qualcuno cerca di portare il discorso sul campo della ricerca, ma smorziamo subito i toni. Alla cena di gala, si mangia e si parla d’altro. Per il lavoro c’è tempo!

In perfetto stile americano, alle 21.30, dopo i discorsi, delle celebrità, la cena è finita. Ma non adiamo in pace. Ci cambiamo, ci mettiamo comodi e via a fare una bella passeggiata per Baltimora. L’inner harbour è lì che ci aspetta, come tutte le sere.

[Photo Power By Nikon & Edit with Eee Pc - Foto tratta dal Set: Baltimora]





Hyatt Hotel – Arrivo

18 06 2008

L’arrivo all’Hyatt Hotel è trionfale. Noi ci trattiamo di lusso: Hyatt Regency Baltimore. Arriviamo a bordo di una Lincoln nera con vetri oscurati. Davanti all’ingresso lo shuffer ci apre la portiera e scendiamo. Pronti per il check in nella hall. Nel giro di 5 minuti, veniamo registrati, non sono più fortunatamente abusivo, ed entriamo nella nostra mega camera (quasi un appartamento) di ultra lusso.

Lasciamo i bagagli e ci diamo appuntamento con Francesco nella hall per andare a mangiare un boccone. Arriviamo nell’Inner Harbour Centre, sul porto di Baltimora, dove optiamo per un classico americano, hamburger gigante, accompagnato da patatine e salse varie.

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La valigia di cartone

14 06 2008

Nel delirio dell’organizzazione di vestiti ed oggetti da viaggio. Ieri, mi sono accorto, che mancava l’elemento principe. La valigia. Allora, per non rischiare di andare negli USA con una valigia di cartone, accompagnato da Giulia, siamo andati a comprare la valigia nuova per me. E’ un trolley di quelli espandibili, dal colore fichissimo. Per mia mamma è ovvio che è troppo piccolo. E per Gloria, la sua valigia è più grande della mia. Ma vi assicuro che sono identiche. Credo che una valigia, per una donna, “è sempre troppo piccola!”.

Ora sono pronto per partire per Baltimora!

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Finalmente Plastination

9 06 2008

Fra meno di 10 giorni partirò, con Giulia, per Baltimora, nel Maryland a pochi km da Washington. Andremo alla Conferenza Internazionale sul HHV-6. Questa potrebbe essere di per sè già un’ottima esperienza. Congresso internazionale, con i più grandi immunoscienziati del mondo, e la presenza dello scopritore dell’HIV, Rob Gallo, direi che non è da tutti i giorni.

Ma la vera notizia è un’altra. Vi ricordate quando scrissi, l’anno scorso, un articolo di anatomia patologica, dal titolo Plastination? Ecco, a Baltimora avrò l’opportunità di visitare il museo di scienze naturali dove è esposta una exhibition proprio di Body Worlds.

Questa è l’occasione che non mi farò scappare. Ovviamente scatterò un sacco di foto.