Dagli USA con le Crocs ai piedi

7 07 2008

Già l’anno scorso, in un post di Carolina avevamo parlato delle “elegantissime” ciabatte da ospedale, che la gente adora tanto sfoggiare anche in spiaggia: le benedette Crocs.

Qui in Italia, sono tutti pazzi, poichè le vendono a dei prezzi allucinanti, manco fossero d’oro. Comode son comode, soprattutto se devi ciabattare tutto il giorno tra il reparto, l’ambulatorio, il pronto soccorso e la rianimazione. Ma ad un prezzo proibitivo.

Ma a Baltimora, ho trovato un negozio, dove con 25 dollari ne compravi 2 paia originali, quindi non ho potuto fare a meno che comprarne un paio per me ed uno per Gloria. Indovinate quali sono le mie???

Con qualche cents in più ho comprato anche degli accessorini carini da mettere su quelle della Glo. Considerando che il cambio è molto favorevole, direi che 7 euro per un paio di ciabatte da lavoro, sono un prezzo più che onesto. Ricordiamoci che sono comunque un pezzo di gomma!





Più divertente in ogni senso

5 07 2008

Questo è uno delle tele pubblicitarie che si trovano disseminate per il centro di Baltimora. è una piacevole e semplice campagna pubblicitaria per il National Aquarium.

Ecco quelle che sono riuscito a recuperare:





Lo Shopping

23 06 2008

Il vero shopping a Baltimora lo puoi fare a Best Buy solo da Filene. Filene’s Basement è una catena di dress shop, dove puoi trovare le migliori marche made in USA a prezzi veramente stracciati. Ralph Lauren, CK, Tommy, DKNY, ecc.

Non vi dico quante cose ho comprato, vi dico solo che sono partito con il bagaglio che pesava 20.8 Kg, al ritorno la mia valigia pesava 40.2 Kg.

La mia nuova campagna promozionale per Best Buy, recita così: “Best Buy. Best Prize!”

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Siamo ragazzi dell’oratorio

22 06 2008

Devo confessarvi una cosa: a Baltimora, quando cerchi una chiesa, nessuno sa niente, ma appena imbocchi la strada giusta, Cathedral Street, ce ne sono circa 6 o 7 nel raggio di 500 metri. Ognuna ovviamente di religione diversa. Ho scoperto che esistono religioni, che inneggiano al matrimonio civile. Parecchio strano!!!!

è domenica, e ovviamente, io e la G andiamo a messa. Ma non facciamo in tempo ad entrare nella kitschissima basilica, e prendere posto, che da dietro arriva il sacrista e ci chiede se abbiamo voglia di portare noi i doni all’offertorio.

Ci hanno guardato in faccia. Anche se siamo cresciuti ed andiamo ai medical congress d’oltreoceano, siamo comunque i ragazzi dell’oratorio.

Ecco il sito della Basilica di Baltimora.

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Cena di Gala

21 06 2008

Sabato sera, ore 19.00 all’Hyatt Hotel, ha inzio la cena di gala del congresso. Il dress code impone giacca e cravatta per i maschietti, eleganza incondizionata per le femminucce.

Entrando nella sala del ricevimento, si apre davanti a noi una distesa di tavole rotonde apparecchiate di tutto punto. Cerchiamo dove poterci sedere e optiamo per un tavolo tranquillo. RIcercatori anziani accompagnati dalle loro signore. Io mi siedo al fianco di Anne, una simpatica signora. Iniziamo, insieme anche a Giulia, a parlare del più e del meno. I luoghi visitati negli USA, lei ovviamente, essendo americana ne ha visti più di me, e quelli visitati in Italia. Ne ha comunque visti sempre più di me!

L’eloquio continua spaziando dal clima alle colline del Chianti, ai vini e al pesce italiani. Dalla Toscana, all’Umbria. Qualcuno cerca di portare il discorso sul campo della ricerca, ma smorziamo subito i toni. Alla cena di gala, si mangia e si parla d’altro. Per il lavoro c’è tempo!

In perfetto stile americano, alle 21.30, dopo i discorsi, delle celebrità, la cena è finita. Ma non adiamo in pace. Ci cambiamo, ci mettiamo comodi e via a fare una bella passeggiata per Baltimora. L’inner harbour è lì che ci aspetta, come tutte le sere.

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my panini

20 06 2008

Se volete mangiare un panino svonzo a Baltimora, consiglio il locale my panini. Direttamente in Inner Harbour, sulla Waterfront Promenade. Il responsabile del locale è accogliente e simpatico. La terrazza sulla baia è molto carina e il conto no è per nulla salato. In 2 abbiamo speso circa 20 dollari (VAT inclusa, TIP esclusa). Io e Giulia come al solito abbiamo provato a far finta di niente sulla tip (mancia) ma negli USA è di rigore dal 15% al 20% del conto.

Giulia, che è una ragazza tranquilla, è andata su un classico: Caprese Italiano. Io, che di mio sono un porco, ho optato per qualcosa con più carattere, e già il nome del panino la dice lunga: Chicken with Attitude. L’attitude l’ho sentita dal primo morso. Una specie di bruciore pilorico ha pervaso il mio retrosterno. Non tanto piccante all’abboccato quanto nella fase successiva.

Ingredienti: Pollo a fette marinato alla griglia con mozzarella di bufala, provolone piccante con pomodori grigliati e maionese al cilantro.

Abbiamo scoperto una cosa, però, che nonostante tutte le porcherie dei panini, negli USA si riesce a digerire tutto. O quasi.

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Il National Aquarium of Baltimore

19 06 2008

h 9.00 – Finalmente apre l’Info Point. Le domande sono tantissime, e gli operatori sono gentilissimi, simpatici e disponibili. Un allegro nonno baltimorense, ci accoglie e risponde con precisione ad ogni nostra domanda. Gli esponiamo quello che vorremmo visitare e lui ci specifica orari e prezzi dei musei. Prima tappa il National Aquarium of Baltimore.

Chi viene qui a Baltimora, non può perdere di certo il palazzo di vetro che contiene l’acquario nazionale. è un’attrazione fantastica ed è un centro ricerche della Columbus University, biotecnologie marine. Per 28 dollari a testa, optiamo per una Total Experience (Tour dell’acquario, 4D Cinema, Spettacolo dei delfini). 3 ore nel mondo sommerso. L’acquario è un immenso cilindro, dove nel cuore si erige lo scheletro completo di una balena. Intorno ci sono le vasche contenenti diverse specie marine oceaniche e tropicali che si estendono in altezza per ben 5 piani.

L’attrazione più simpatica è lo spettacolo dei delfini, mentre quella più emozionante è il cinema 4D. Un’immersione reale al fianco di balene, delfini, sfiorando coralli e in un branco di tonni. Il tutto contornato da effetti speciali, quali spruzzi e getti d’acqua, sedili vibranti, soffi d’aria. Una sola parola per definirlo: spettacolare!

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Pre-Conference

19 06 2008

h 6.05 – Il fuso orario si fa sentire ed è difficile continuare a dormire. Io e Giulia ci crogioliamo un pò, ci raccontiamo il più e il meno, quando decidiamo alle 6.30 di alzarci e prepararci per uscire alla scoperta di Baltimora.

h 7.20 – Siamo fuori dall’Hyatt Hotel in cerca di uno Starbucks per poter prendere un frappuccino con 1 muffin. Camminiamo lungo tutta la waterfront promenade, costeggiano il porto. Passiamo il word trade center, l’acquario, un paio di ponticelli, fino ad arrivare all’interno di Little Italy. In questo quaritere le vie hanno 2 nomi. Uno italiano e uno americano. In mezzo al kitch “all’italiana”, troviamo un fichissimo Starbucks proprio affianco all’Hilton di Fins Point, caratteristico quartiere commerciale di Baltimora. Io prendo un classico espresso, mentre la G, un caffè e latte, accompagnati da una classic cake banana & chocolate. Facciamo un giro per il quartiere italo-americano alla ricerca di una chiesa per la messa di domenica.

Quello che vorrei capire è perchè all’estero, i ristoranti italiani, hanno sempre nomi idioti, o da mafiosi, e sono tutti apparecchiati come la locanda di Alfredo in Lilly e il Vagabondo. Che da noi un locale così verrebbe fatto chiudere dall’ASL dopo 5 minuti dall’inaugurazione.

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Hyatt Hotel – La camera

19 06 2008

L’Hyatt Hotel (leggesi Aiatt Otel) di Baltimora, è forse il più grande hotel della cittadina del Maryland. Ha una torre centrale con 4 ascensori fichissimi, che quando scendi da un piano all’altro, vanno talmente forti che si prova il senso di vuoto, oltre ad avere all’interno una TV, ed essere fatti totalmente i vetro. Dalla torre centrale si dipanano 2 ali giganti e sopra alla Lobby, spicca una piramide totalmente in vetro che permette la massima luminosità alla struttura.

L’Hyatt al suo interno, oltre ad una miriade di sale congressi e ricevimento, di diversa capienza, ospita 2 ristoranti, uno Starbuscks, una palestra, una piscina, e tanto altro.

In un hotel così vi lascio immaginare come possono essere le stanze. Anzi no. Ve le faccio vedere.

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Hyatt Hotel – Arrivo

18 06 2008

L’arrivo all’Hyatt Hotel è trionfale. Noi ci trattiamo di lusso: Hyatt Regency Baltimore. Arriviamo a bordo di una Lincoln nera con vetri oscurati. Davanti all’ingresso lo shuffer ci apre la portiera e scendiamo. Pronti per il check in nella hall. Nel giro di 5 minuti, veniamo registrati, non sono più fortunatamente abusivo, ed entriamo nella nostra mega camera (quasi un appartamento) di ultra lusso.

Lasciamo i bagagli e ci diamo appuntamento con Francesco nella hall per andare a mangiare un boccone. Arriviamo nell’Inner Harbour Centre, sul porto di Baltimora, dove optiamo per un classico americano, hamburger gigante, accompagnato da patatine e salse varie.

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