Protagonista nella vita vera

3 06 2007

Questo post lo pubblico per una richiesta di Carolina (anche se non se lo merita). Visto che la benedetta infermierina è ormai schierata nella lista universitaria. Ha inizio così dopo le elezioni, il suo ruolo di Premiere delle infermiere. Le parole qui di seguito pertanto sono sue ed io non voglio nessuna responsabilità.

Carolina AlatriTra pochi giorni migliaia di ragazzi affronteranno l’Esame di Stato e si troveranno a decidere del proprio futuro. Al bivio ci si chiede: continuare gli studi o entrare nel mondo del lavoro? A tal proposito il Ministero della Salute promuove una campagna per suggerire agli studenti un’opportunità professionale: diventare infermiere. Certo il posto di lavoro sicuro non si discute, ma io credo che per scegliere questo indirizzo sia necessaria una certa attitudine caratteriale e la consapevolezza che lavorare con la gente implica responsabilità, anche pesanti. Assistere i malati significa accudirli sia dal punto di vista clinico che umano. Occorre saper mantenere il sangue freddo in caso di emergenza e trovare le parole adatte per comunicare con il paziente. Per questo invito a laurearsi, per diventare Professionista della salute. E’ un lavoro molto duro ma estremamente gratificante anche solo il sorriso di un suo paziente.

Per qualsiasi informazione scrivimi.

Carolina Alatri


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2 risposte

3 06 2007
riccardocinga

lascio qui un commento anche se è in verità un messaggio…dovresti fare un “libro degli ospiti” nel tuo blog…va bè forse sono lunico caso disperato che ne ha bisogno…ihih…comunque volevo dirti che si è sistemato tutto!!!grazie per quello che le hai detto…ora sono l’uomo più felice del mondo!!! grazie per avermi aiutato e per i consigli…un abbraccio cinga…

8 11 2007
Adolfo

Gentile Carolina, ho letto e posso solo dirti, brava…brava perchè giusto che per questo delicatissimo “mestiere” ci siano solo professionisti/e e persone portate a dare una mano alla gente in situazioni sia normali che delicate e a volte molto gravi, lo scorso 20 settembre mi è capitato per la prima volta di dovermi rivolgere al pronto soccorso, mi sono recato all’ospedale S. Carlo di Milano, alle 7.15 del mattino, sono stato accolto bene devo dire ma non in modo professionale, come se fossi andato lì non come paziente ma come cliente di un albergo, anche un pò squallidamente da personale non professionale questo è vero, però è il loro lavoro dovrebbero esserlo, in reception a quell’ora nessuno tranne una gran puzza di fumo di sigaretta…assurdo. Una volta accolto fatta la visita sono stato sistemato in astanteria dove personale professionale mi hanno dato tutto il sostegno per poter superare la crisi che avevo, fibrillazione atriale, sono rimasto fino alle 19.30 di sera con le flebo fino a che i battiti non si sono regolarizzati, a questo proposito vorrei ringraziare l’infermiera prof.le Ivana e Silvia pubblicamente. Un piccolo intoppo però…se non ero io a chiederlo sarei rimasto tutto il giorno a digiuno, almeno la cena ho detto riuscite a farmela avere? E’ arrivata alle 18 per fortuna, una mia battuta è stata, mi dicono tutti che son magro ma nessuno si è interessato avessi il pranzo, forse l’infermiera ci sarà rimasta male ma non l’avevo certo con lei e glielo detto chiaramente.
Grazie per lo spazio che mi è stato concesso e grazie alla Carolina che mi sta ospitando, ci sono arivato per caso qui e ho subito approfittato, contattami pure senza problemi se ritieni, ho sposato un’infermiera prof.le che non lavora al S. Carlo e che quel giorno non si è curata nemmeno di venire a sostenere il marito, aveva da lavorare mi ha detto, il che è tutto dire.
Grazie ancora affettuosamente saluto Adolfo

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