La lunga notte del Blog

18 05 2007

Quando il blog è più che una forma d’arte

Io a Lavoro BNLa voglia di fare un blog bisogna averla e spesso è difficile conciliarla con la miriade di impegni che fortunatamente arricchiscono la mia vita. Questa notte un mio caro amico (Mapo) ha detto: “ormai ci vediamo poco, il blog è l’occasione per poterci in un certo senso incontrare e poter sottoporre all’attenzione dei miei amici alcune curiosità e magari passioni che sto coltivando”. Per dirlo con le parole di Stefano, lasciare un commento ogni giorno su un post del blog di un amico è come salutarlo pur non avendolo vicino fisicamente. è il mio “ciao” quotidiano. Il blog è diventato un pò come una droga. Ormai ragiono per post. Ogni giorno vivo di emozioni, di colori, di profumi, di sensazioni che poi vorrei riproporre nel mio blog. Quando osservo uno scenario, penso a quale titolo potrebbe avere il post che seguirà la mia esperienza propriocettiva. Una droga giornalistica. Porto ormai sempre con me la mia digitale, in modo da scattare ogni singolo frammento che possa essere meritevole di post o di una gallery. Ormai non osservo più, fotogrammo! Il blog, non è solo ua forma d’arte, è un modo di vivere. è una raccolta esperenziale e di condivisione. A chi negli ultimi giorni ci ha additato di aver tempo da perdere, di non aver di meglio da fare, replico dicendogli che dietro a tutto questo c’è soddisfazione. C’è divertimento. C’è informazione e passione per i propri interessi. Sapere che ogni giorno più di 100 persone ti vengono a cercare e hai modo di incontrarle, se pur virtualmente, è gradevolmente sublime. Pensare che un perfetto sconosciuto ti manda una mail o lascia un commento per congratularsi con te del blog, è notevolmente rincuorante ed incoraggiante. Sapere che non sei solo è di amabile conforto. La vita può essere a volte triste, leggere in una mail che il post X ha riportato il sorriso e l’ilarità per 10 minuti è rassicurante. Vuol dire che in quel momento, grazie a quello che hai scritto, sei stato più terapeutico del Prozac. Non so cosa mi spinga a fare tutto ciò, ma lo trovo terribilmente evasivo. Mi permette di fantasticare e liberare la fantasia di chi legge. Credo che bisogna smetterla con la monoliticità della mente. Esistono ormai forme di arte e di comunicazione che vanno al di fuori della classicità. Una technoarte fondata sulla digitalizazione del sensazioni. Per spiegarla con termini neurofisiologici, il blog è l’essperazione immateriale, immersiva e cognitiva, di un esperienza reale ricreate in tempo reale. Il fatto che sia cognitiva è che tutto ciò che avviene sullo schermo del computer avviene anche simultaneamente nella nostra testa. Cognitivamente siamo, quindi, accelerati e c’è corrispondenza tra i nostri oggetti mentali e gli oggetti digitali. E visto che vivo di sistema nervoso centrale, queste corrispondenze sono basate su connessioni, frutto di costruzioni reticolari e modificabili dalla realtà. Solo così possiamo pensare al blog come un punto di incontro sociale e culturale , perchè no, spirituale.

Dedicato a tutti quelli che ogni mattina prima di iniziare a lavorare, seduti sulla sedia della propria scrivania, con le mani tese verso il proprio computer, fanno il giro dei blog degli amici a dare una sbirciata alle loro vite.

Alessandro


Azioni

Informazione

6 risposte

18 05 2007
Franz

Io che sbircio tutti i giorni ringrazio l’inventore dei Feed RSS e dei Feed Reader!

18 05 2007
AndrEA

beh inutile dire come la penso. Il blog è un nodo che mi lega ai miei amici, perchè inevitabilmente non posso vederli sempre.
Sapere che a Ema piace fotografare il cielo mi fa sentire più vicino a lui, organizzare con Franz le serate “simpson” è condividere un’amicizia.
Hai ragione, non dobbiamo essere monolitici nella vita, ma prenderla come un insieme disordinato, disarmante e stupendo di accadimenti. I più belli DEVONO essere condivisi e questo è il modo miglio che ho!
SpiritOfStLuis!

18 05 2007
emaaaanuele

Siamo inevitabilmente addidati come perditempo, fancazzisti, persone che prendono il senso di una vita digitale come qualcosa di esterno alla propria realtà. Eppure raccolgiendo le foto su flickr, postando impressioni e pensieri sul proprio blog, condividendo i ideo con youtube, condividendo i propri bookmark con del.icio.us rispondiamo ad un bisogno di ognuno: raccogliere e conservare emozioni.

Il blog, come gli strumenti web 2.0 elencati sorpa, ci permette di fare qulcosa in più: collegare tra loro le impressioni le informazioni? Cacchio non vi sembra soprendente? Intessere una rete di relazioni che vanno al di la di quelle che possono fare le macchine e che semplicemente funzionano! Perchè ? Perchè lo abbiamo deto sopra, rispondono ad un archivazione/classificazione per emozioni, sensazioni.

Come dice meglio di me Ale, questo accellera i nostri processi cogntivi e se ci aggiungiamo che questo genere di informazione è di per se attendibile, lasciando spazio all’opinabilità, allora apriamo il mondo a quello che più caratterizza i blog: AUTOREFERENZIALITA’ … ma questo è un altro post …

18 05 2007
la leti

bello questo aggeggino!!!
beh io sono una di quelle che fa rientrare gli informatici in una sola catagoria di “fancazzisti”…ma se il rislato è questo..allora!secondo me è un altro modo di vivere la “macchina”…organizzatore delle tue sensazioni, che poi ,si possono condividere con tutti…mah!mi ci devo abituare…ma cmq complimenti doc!

20 05 2007
Sabry

è proprio vero che alcune persone riescono a stupirti in un modo che non ti saresti aspettata…e che non si conosce mai nessuno fino in fondo…ma ora che con piacevole sorpresa ho scoperto quella parte di Aquins che ignoravo ti prometto che mi impegnerò ad analizzarti come si deve, o semplicemente a seguire i giri strani della tua mente.
un beso

25 05 2007
chiedi alla polvere « spirit of saint luis

[...] alla polvere Come già detto su un post di Ale , scrivere un blog è condividere ciò che ci colpisce e che ci [...]

Lascia un commento